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Uni 7129 scarico a parete

Posted on Author Vudogar Posted in Rete

Secondo la UNI quali sono le distanze minime da balconi e finestre per lo scarico a parete e come devono essere progettati i terminali. Evacuare direttamente all'esterno (scarico a parete o scarico diretto a tetto) nel rispetto delle prescrizioni contenute nella norma stessa. Ampio. Il adowp.com n° del 4/07/14 conferma il divieto di scarico a parete salvo poche deroge che devono rispettare le distanze minime della UNI Schema. d) evacuare direttamente all'esterno (scarico a parete o scarico diretto a tetto). Apparecchi di cottura. L'esalazione dei vapori di cottura, può.

Nome: uni 7129 scarico a parete
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Nella parte terza evacuazione dei prodotti della combustione , viene finalmente specificato che lo scarico a parete è limitato a casi rarissimi e opportunamente documentati. E' infatti stato aggiunto nel progetto di Norma, prima di trattare le distanze minime, la specifica "ove consentito dalla legislazione vigente". I terminali di cui sopra devono essere installati nel rispetto delle distanze previste al punto 2.

La legislazione vigente parla chiaro: lo scarico a parete non è ammesso in generale, essendo consentito solo in una serie limitata di casi. E' consigliabile interpellare le A.

Esistono comunque alcune eccezzioni. Criterio ampiamente rispettato utilizzando una caldaia a condensazione.

In questi casi è necessario installare una caldaia a condensazione che appartenga alla classe 5 di emissione di ossidi di azoto NOx. Il decreto impone a tutti i comuni di uniformarsi alla suddetta norma, quindi questa regolamentazione è uniforme su tutto il territorio nazionale.

Non sono difficili da immaginare i danni cagionati da queste sostanze sul fisico delle persone, come non è difficile pensare che, se tutti scaricassero i fumi in parete, nessuno potrebbe più aprire la finestra con tranquillità.

Ma non basta.

Scarico dei fumi. Possibile l'uso di sistemi alternativi ma solo per attività commerciali.

L'oggetto del contendere. Progettazione, installazione e messa in servizio" che ne vieta l'installazione in monolocale.

Prima di procedere alla sua installazione e collegare l'impianto di scarico fumi alla canna fumaria collettiva dell'intero condominio, l'amministratore affida ad una società di risanamento e installazione canne fumarie, l'incarico di eseguire video ispezioni per verificarne lo stato e le condizioni di esercizio e approntare una relazione tecnica.

A seguito di questa, si evidenziano diverse irregolarità: alla canna fumaria collettiva ramificata [1] , sono collegati gli impianti di scarico di caldaie di tipo B e di tipo C, normativamente incompatibili fra loro per convogliare le immissioni nella medesima canna; dunque si conclude che la canna collettiva non è a norma e andrebbero eseguiti interventi di risanamento.

Nonostante le rimostranze del condomino proprietario dell'appartamento soprastante che lamentava l'emissione di fumi dannosi e l'ordinanza comunale che richiedeva la messa a norma dello scarico a parete del singolo proprietario perché ritenuto non conforme all'art.

Impianti di scarico condominiali.


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